Le origini

La nostra associazione Unione Italiana Giornalisti dell’Automotive ha origine nel 1954: nel periodo a cavallo del 1980 due segretari (Gianni Rogliatti prima e Nando Strambaci in seguito) hanno raccolto le testimonianze di alcuni dei soci fondatori ancora viventi e di Sergio Favia del Core, figlio di Michele, uno dei fondatori. Abbiamo così una serie di notizie con qualche piccola differenza, ma sostanzialmente coincidenti. Secondo Sergio Favia, l’Uiga è nata da un’idea di Michele Favìa del Core che nell’ottobre del 1954 pensò di costituire quella che inizialmente doveva essere l’Associazione Nazionale Italiana Giornalisti Automobilismo.
Il 18 ottobre si tenne una riunione nello studio di Favìa del Core presso la sede della rivista “Motor”, in corso Rinascimento a Roma. Alla riunione parteciparono Raffaello Guzman, redattore de “il Tempo”, Mario Ciriachi (“Il Corriere dello Sport”), Eraldo Sculati e Marcello Sabbatini di “Paese” e “Paese Sera”. Secondo una lettera di Mario Ciriachi, che rispondeva alle domande di Strambaci (si trova nel dossier della storia Uiga) l’idea sarebbe invece stata dello stesso Ciriachi insieme con Guzman. Ne misero al corrente Favia, il quale fu d’accordo.
Le informazioni poi concordano nel senso che si fece un atto costitutivo che venne depositato a cura di Favia presso un notaio di Roma. Inizialmente la sede è stata presso l’Automobile Club di Roma, che aveva messo a disposizione un locale. Da quella prima riunione derivò la decisione di dar vita a una “Assemblea Costituente”. L’Assemblea si svolse il successivo 7 marzo 1955 presso l’Hotel Quirinale in Roma sotto la presidenza di Ruggero Tito Zanetti. Inizialmente era candidato alla presidenza di quella che stava divenendo l’Uiga il giornalista Petroselli, che si occupava di vari sport e non solo di automobilismo.
Tuttavia, in quella occasione si inserì un gruppo di giornalisti che non aveva partecipato alla riunione iniziale e che comprendeva Giovanni Canestrini (direttore de “L’Automobile” e inviato della “Gazzetta dello Sport”), oltre a redattori di queste due pubblicazioni. Fu quindi presentata, in contrapposizione a quella di Petroselli, anche la candidatura di Giovanni Canestrini che si presentò in assemblea con alcuni colleghi tra cui Pierluigi Sagona (“L’Automobile”) e Carlo Mariani (“Il Messaggero” e “Stadio”).
Nella votazione, Canestrini riportò 16 voti contro i 15 di Petroselli. Ci fu qualche dissenso e Guzman decise di non entrare in quella che era divenuta l’Unione Italiana Giornalisti dell’Automobile. Il primo consiglio direttivo dell’Uiga risultò così composto: presidente Giovanni Canestrini, vicepresidente Mario Ciriachi; consiglieri Ferruccio Bernabò, Carlo Mariani, Marcello Sabbatini, Pierluigi Sagona. Sabbatini ne fu il primo segretario. Esiste nel dossier il primo elenco dei soci, datato 1955, con i 42 nominativi dei fondatori.
Questa la parte ufficiale della storia, ma chi ha conosciuto i partecipanti a quella riunione, e sentito i loro ricordi, concorda che l’iniziativa era partita proprio dal gruppo dei primi citati: l’intenzione era non solo la creazione di una associazione, ma anche fare fronte comune contro un certo potere detenuto da Canestrini.
Questi, in virtù degli incarichi che ricopriva nel maggior quotidiano sportivo italiano e nel settimanale dell’Aci, oltre al fatto di essere anche noto in campo internazionale, aveva una posizione di predominio che difendeva molte bene. Di carattere dispotico, era considerato con Aymo Maggi, Renzo Castagneto e Franco Mazzotti, uno dei creatori della Mille Miglia. E il dettaglio ricordato da Ciriachi secondo il quale l’idea di una associazione era nata durante il viaggio di ritorno dalla Mille Miglia, può non essere casuale.
Canestrini aveva la fortuna di contare su collaboratori fedeli nei due giornali, primo fra tutti Pier Luigi Sagona, il quale in effetti organizzò il blitz risultante nella elezione di Canestrini stesso (lo ricordava in privato), che in tutte le successive votazioni è poi rimasto presidente dell’Uiga fino alla morte, avvenuta nel 1975.
Sagona ha dato in quegli anni un grande apporto all’Uiga per quanto riguarda i contatti con le case costruttrici italiane in particolare. Era destinato a diventare Presidente quando Canestrini avesse in qualche modo abbandonato l’incarico, ma purtroppo è venuto a mancare in giovane età, ancor prima di Canestrini stesso.

Sergio Favia del Core
Gianni Rogliatti

 

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